domenica 15 agosto 2021

Neri, negri, di colore, colorati, scuretti, afroqualcosa e Homo Sapiens

Io sono un sempliciotto, lo sapete, e qualche tempo fa m'era venuta la curiosità di sapere quanti neri ci fossero al mondo o sia la loro percentuale sul totale. Avevo trovato i dati su Wikipedia e su altri siti. Prima di scrivere questo post ho provato di nuovo per sicurezza, ma non c'è più disponibilità del dato e Wikipedia dice che non esistono razze, o meglio ne esiste una sola: lo Homo Sapiens. Io sapevo che Homo Sapiens è una specie umana, l'unica oggi esistente, e non una razza, ma si vede che non sono aggiornato... Peraltro sempre Wiki riporta alla voce Homo Sapiens l'appellativo di specie. Mah...Comunque i neri sono più o meno il 10% della popolazione mondiale, stessa percentuale, more or less, negli USA. Non so se la cifra si riferisse ai negroidi o ai negridi, ma non fa molta differenza. Attenzione perché per appartenere alla razza negroide non basta avere la pelle scura, ma tutta una serie di proporzioni e tratti somatici tipici. Per esempio gli Etiopici non appartengono alla razza nera perché non hanno i tratti tipici dei neri.Quindi solo uno su dieci è nero fra gli uomini. In generale nel mondo e nel paese non africano dove sembra, ma appunto non è, ci sia una percentuale elevatissima di persone dalla pelle nera.Allora perché in ogni telefilm, film, pubblicità e televisione ci sono sempre gruppi con due o tre o più neri? Naturalmente non sto parlando dello sport o della musica dove l'abbondanza di neri c'è sempre stata, ma di qualsiasi mestiere o gruppo generico. E parlo dell'Italia in particolare dove la percentuale è di sicuro molto minore, ma non c'è film o pubblicità in cui non ci piazzino, il più delle volte a caso, almeno un nero.Uno potrebbe dire: perché l'ideologia capitalistica vede come società ideale quella americana: multiculturale, multietnica ecc... ma non è così perché la storia americana è tutt'affatto diversa da quella degli stati europei o asiatici. Ah, lo sapevate che la maggior parte degli Americani statunitensi è di origine germanica? Chi se lo fosse mai creso! O no...Poi fa decisamente ridere prendere la società americana come esempio di convivenza pacifica fra individui di razza o in generale di appartenenza diversa No, il fatto è che ci vogliono abituare a pensare che in futuro il mondo sarà popolato da neri e che la loro sarà la cultura del globo, di conseguenza dobbiamo allenarci duramente a disprezzare la nostra razza bianca e la nostra cultura europea. La cosa fra l'altro è improbabile perché se le cose continuano ad andare così la maggioranza del mondo sarà asiatica, lo è già. Ma i 'gialli' sono troppo simili ai bianchi che loro chiamano i 'rossi' e non danno l'idea di una bella società colorata, allegra, dedita al divertimento, stupida, ubbidiente e docile come una piena di colored variamente mixati. E poi come li convinci i Cinesi o i Giapponesi a rinunciare alla loro cultura?Eh sì, perché poi questi neri del futuro sono sempre presentati, nelle immagini di legittimazione, come dei bianchi un po' scuretti, non il classico negrone ' grande, grosso e nero come l'asso di picche' perché costui incute sempre un po' di timore e diffidenza, e appaiono vestiti come ormai non si vestono più nemmeno i bianchi (purtroppo) e con lavori da bianco, nella misura in cui però i bianchi si dedicano ormai alle professioni più legate all'intelligenza o alla sagacia: scienza, finanza, libera professione ecc... Loro sono poliziotti, infermieri, modelli oltreché appunto sportivi e musicisti. Bravi negri che hanno imparato come si vive civilmente e dimostrano di essere mediamente intelligenti (e perché non lo dovrebbero essere?)Allora, chi sono i razzisti? Chi sono i multiculturalisti? I multietnici? 'I buoni' pluralisti e ecologisti (ma sì che va sempre bene)?Qui comincerebbe la questione Kalergi (che voleva un'unica razza di meticci, senza patria né cultura propria, perfetti servitori delle elites dominanti) o le accuse di razzismo verso chi vede nel mondo 'colorato' l'eliminazione delle specificità culturale di ogni razza, etnia e popolo.Ma non mi va di perdere tempo né con l'una né con l'altra delle perverse ideologie.E poi se volete un mondo colorato guardate i grandi capolavori della pittura occidentale lì è pieno di colori.


 

R.P.

Posteris memoria mea

Renatus in aeternum

 

mercoledì 4 agosto 2021

La censura vien di notte...

 Ho ricevuto una censura per questo video pubblicato su You Tube quasi tre anni fa.

 


 Questo è il commento che ho messo sotto il video in questione e che riporto qui perché da YT me lo faranno sparire.

" Questo video è stato censurato, dopo quasi tre anni dalla sua pubblicazione, perché a detta del direttorio della Community di You Tube avrebbe contenuti non adatti a un pubblico di minore età senza per altro specificare quali. Le immagini in questione potrebbero essere o una foto con elaborazione artistica di una ragazza che si pettina allo specchio dello studio Theda and Emerson Hall, studio così di pornografi che hanno persino fatto, con la loro tecnica di elaborazione, un ritratto di Doris Day o, in alternativa, una foto di Enzo Nocera del 1970 che ritrae una bambina vestitissima che spegne una candela per la festa di Santa Lucia in Svezia (ma non è una questione di copyright). Tenete presente che quando si carica un video si deve specificare se ha contenuti per minori e io nelle mie due playlist ho sempre dichiarato di non fare video diretti ai minori. Vabbe' che si considerano bambini fino a 18 anni (?!) ma forse a un diciassettenne la musica di Benny Goodman può interessare.

Va da sé che le continue proposte di compilation di musica con in miniatura ragazze in tanga con culo e tette, peraltro rifatti e photoshoppati, in bella vista non sono per il Direttorio allusioni sessuali esplicite, no...

Insomma dopo la censura al blog, dove fra l'altro, se siete minorenni o non avete l'account YT, potete trovare il video, ho anche la medaglia della censura di quel luogo di pluralismo democratico che è You Tube.

Spero che qualcuno riesca a leggere questo commento prima che me lo facciano sparire ".

 

 R.P. 

posteris memoria mea.


sabato 31 luglio 2021

Dei diritti e delle pene (future)

 L'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo recita:

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. … ”.

La libertà è in ultima analisi autodeterminazione, consapevoli della propria dignità e dei propri diritti.

L'articolo 7 sancisce l'uguaglianza di fronte alla legge e il diritto a non subire discriminazioni.

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione ”.

L'articolo 29, al comma 2, precisa che le limitazioni a cui può essere sottoposto nella sua libertà un uomo devono essere stabilite per legge (quella che si chiama riserva assoluta di legge) e devono avere lo scopo di tutelare la libertà altrui e non servire per limitare quella dell'individuo.

Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica ”.

Passando alla nostra Costituzione della Repubblica Italiana, che all'articolo 10 afferma di conformarsi al diritto internazionale riconosciuto:

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute ”.

Poi troviamo i seguenti articoli:

Articolo 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ”.

Ogni cittadino è uguale di fronte alla legge senza alcuna distinzione, fra le altre, di condizioni personali e sociali di ogni tipo.

Articolo 13 “ La libertà` personale e` inviolabile. Non e` ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, ne´ qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto ”.

Dunque la restrizione della libertà personale può essere confermata solo dall'autorità giudiziaria entro due giorni, oltre tale tempo decade ogni atto amministrativo o di pubblica sicurezza.

Articolo 32 “ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana ”.

Il trattamento sanitario necessita della riserva assoluta di legge che in nessun caso può violare i limiti della dignità umana, ossia privare di diritti e creare discriminazioni.

Mi sono limitato a confrontare solo il documento sull'affermazione più generale della libertà e dei diritti dell'individuo con quelli della nostra Carta costituzionale.

A ognuno le conclusioni che l'attuale situazione italiana può suggerire nel caso specifico della presunta emergenza sanitaria e soprattutto in quella deriva futuribile e definitivamente politica che è molto più pericolosa.

Come ho detto dell'epidemia non parlo perché tanto è inutile, ma in questi momenti devo lasciare la mia testimonianza di verità.

  

R.P.

Posteris memoria mea

Renatus in aeternum




domenica 18 luglio 2021

Vedute, panorami e cartoline. La linea di gronda a volo d'uccello.

Mi sono imbattuto in questa cartolina con un paesaggio di Milano dell'ottocento e mi è venuta voglia di dire una cosa per la quale ho preso del pazzo, veramente.


È una veduta di porta Ticinese, di cui peraltro non ho idea da dove abbiano potuto prenderla così in alto, forse una una ruota panoramica.Si vede la porta del 1814 di Luigi Cagnola (1762-1833) con i caselli daziari, si scorge un po' della Darsena che allora scorreva sotto la porta, si vede la cupola di San Lorenzo Maggiore (V sec, d.c., cupola attuale Martino Bassi 1573) e il Campanile di Sant'Eustorgio (dal IV sec. d.c.), il Duomo (nella forma attuale dal 1386) sullo sfondo e altri campanili che non si è in grado di riconoscere, in fondo le Alpi. Non so le cime perché non sono un esperto montanaro, da Porta Venezia (che è la mia porta) si vedono la Grigna, la Grignetta e il Resegone di manzoniana memoria. La Porta Ticinese, detta anche porta Cicca, dallo spagnolo chica o sia ragazza, è a sud di Milano dunque la veduta è quasi esattamente da sud a nord.Ma quello che voglio dire non ha a che fare coi monumenti, ma col resto del costruito.Si vede che tutti i palazzi e gli edifici sono in massima parte di tre piani e son rare le eccezioni. Dunque, anche in un paesaggio del tutto pianeggiante, come è il caso di Milano, la veduta risulta piacevole perché i monumenti risaltano sull'edificato comune. Questa considerazione vale per tutte le città, prescindendo da presenze naturali o caratteristiche (a Milano era pieno di Navigli e vie d'acqua che oggi sono quasi del tutto scomparse). Concentriamoci quindi sul costruito.

Guardate ora questa veduta di Milano contemporanea.



Questa è presa invece da nord verso sud. Non ho voluto metterne una dei nuovi grattacieli (da cui probabilmente questa è stata ripresa) perché la ben nota “orripilanza” di questi avrebbe sviato il discorso.

Si vede che gli edifici sono di sei, otto o più piani, raggiungendo un'altezza di gronda tale per cui i monumenti si intravvedono appena o sembrano comparire timidamente.Si scorge appena la cupola della Galleria Vittorio Emanuele, è quasi invisibile il tiburio di San Fedele, il Duomo appare a brandelli e la stessa Guglia Maggiore con la Madonnina deve competere con la Torre Velasca, sulla cui bellezza basti dire che i milanesi la chiamavano el Büsciun: il tappo.La Galleria è di Mengoni del 1877, San Fedele è di Pellegrino Tibaldi del 1579, la Torre Velasca è del BBPR del 1957, il Duomo è il Duomo. Altro non si scorge, i campanili sono pressoché scomparsi.

Ora, non è un caso se nelle città storiche le emergenze superavano l'edificato comune, era un preciso segno di gerarchia architettonica, siano essi stati edifici religiosi o laici (i palazzi comunali e le loro torri o i castelli). A Milano, fino alla costruzione dei grattacieli, v'era un limite di rispetto per cui un edificio non doveva superare l'altezza della Madonnina.

Sorvolo sul motivo per cui gli edifici hanno aumentato i piani poiché credo che sia intuibile a tutti. Ricordo solo una ricerca di Walter Gropius che dimostrava come la stessa densità di residenti si potesse ottenere sia con edifici di otto o più piani sia con edifici mono o bi piano, a schiera o a patio o nuove tipologie, a parità di superficie. Dunque non è stata una necessità di aumento dei residenti.

La mia affermazione da pazzo è questa: non si dovrebbe costruire un edificio di più di quattro piani.

Facciamo quattro conti spannometrici. Tre piani di un edificio dell'ottocento, dando a spanne appunto 4,00-4,50 metri di altezza, soletta compresa, dà 12-13,5 metri di altezza di gronda. Dividendo per 3,00 metri attuali ci stanno 4 piani, calcolando il piano terra che è più alto e sempre soletta compresa. Poi evidentemente non è il metro in più o in meno.

L'edificio e di conseguenza la sua facciata lo si potrebbe interpretare come una stratificazione di piani tutti diversi e connotabili differentemente: piano terra, piano sopra il piano terra cioè il primo piano in elevazione, il piano sotto il tetto, eventualmente un piano che potremmo definire 'piano di mezzo' o intermedio che, dal punto di vista linguistico renderebbe il caso di palazzi storici con l'ordine doppio (ricordo: in cui le colonne o lesene misurano due piani anziché uno, quello che nei manuali di storia dell'arte è chiamato ordine 'gigante'). Volendo esagerare ci potrebbe stare un raddoppio del piano di mezzo, come se l'ordine doppio, partisse dopo piano terra e mezzanino, porterebbe l'edificio a cinque piani con un'altezza di gronda di 15-16 metri.Dal punto di vista compositivo ciò che non funziona in edifici più alti è la reiterazione di quelli che si chiamano i piani tipo per cui l'edificio risulta composto o acriticamente o arbitrariamente, a seconda se i piani sono tutti uguali o il progettista si è 'sfiziato', di base, fusto e coronamento.

Lo so mi state dando del pazzo, ma lo sapete che non me ne frega niente e sapete anche che ho ragione io.

Sul tema dei grattacieli si può dire che lì è inevitabile la reiterazione dei piani, anzi è consigliabile piuttosto che spezzare l'edificio in parti arbitrarie sia nelle proporzioni sia nell'inventarsi le differenze fra una parte e l'altra.

La nascita dei grattacieli deriva dalla volontà di moltiplicare la superficie di ingombro a terra per un alto numero di piani e di conseguenza aumentare la cubatura vendibile sui terreni molto costosi. Però, per intuibili ragioni tecniche, questi edifici sono molto costosi e dunque rischiano di rimanere mezzi vuoti. La loro collocazione, se proprio a uno gli scappa di doverli fare, dovrebbe essere in un posto a parte e isolato dalla città storica. A me non piacciono ma mi rendo conto che oggi c'è gente che va al muro del pianto se la sua città non ha grattacieli, perché sono stati imboniti dall'american way of life. Ma le città americane non hanno centri storici degni di questo nome.

R.P.

Posteris memoria mea

Renatus in aeternum

 

domenica 6 giugno 2021

Il peccato originale

Il settecento è il secolo delle domande e l'ottocento quello delle risposte nel senso che il XVIII secolo pone le basi del ragionamento su alcune importanti questioni storiche, politiche e sociali mentre nel XIX secolo si hanno le teorizzazioni, che vanno sotto il nome di ideologie, e comincia l'attività volta a realizzarle.

Va però considerato che per ogni risposta che si dà si sopprimono le altre ipotesi e alla fine si discute solo delle risposte date.

Vale a dire che il metodo settecentesco permetteva di porre soprattutto le questioni e i dubbi, esprimendo poi le possibili soluzioni anch'esse suscettibili di nuovi dubbi e discussioni. Nell'ottocento, l'aver dato forma reale alle risposte ai quesiti del secolo precedente, focalizzava in modo quasi totalizzante la realizzazione delle ideologie, che a quel punto non sono più forme filosofiche di pensiero, ma solo o in massima parte attività politica.

Sebbene sia ovviamente non auspicabile una società che pone sempre tutto in discussione senza alcun punto fisso, è altrettanto vero che la parte, ormai solo analitica sulle ideologie si riferiva unicamente ad alcuni specialisti, spesso sorvolati in nome dei risultati pratici. Il pensiero settecentesco poneva il dubbio, la ricerca come base della vita sociale, peccando forse di eccessivo teoreticismo ma lasciando aperta la libera e individuale ricerca e riflessione.

Nell'ottocento arriveranno quindi le famose risposte che però saranno per definizione sempre meno delle ipotesi e delle domande. Di conseguenza anche l'orizzonte interpretativo si chiuderà inesorabilmente.

Questo è in ultima analisi il motivo del decadimento culturale al passaggio dei secoli successivi fino allo sfacelo attuale.

Ma forse è morta la storia e l'umanità che l'ha fatta e quello che succederà non avrà più nulla a che fare col passato.

Ma noi non ci saremo (per fortuna).

R.P.

Posteris memoria mea

Renatus in aeternum