Mi
sembra di aver già parlato del fatto che la nostra società è
ancora infusa di un'estetica romantica non ostante i tempi siano
molto cambiati. Mi riferisco soprattutto a una errata comprensione
dell'estetica romantica. Questa
è vista come ricca e costituita di emozioni dolci, raffinate,
seducenti mentre, ed è il motivo per cui fece un grande successo nel
XIX secolo e anche dopo, è un'estetica fondata sulla forte emozione,
non necessariamente positiva, o meglio è connessa al fatto che ogni
sensazione possa essere trasformata in qualcosa di gratificante che
trasporti la coscienza verso un piano trascendente le normali
occasioni dell'esistenza.
In
seguito invece romantico prende il senso di galante, seducente,
portatore di belle sensazioni. Una cenetta romantica fa subito
pensare a una coppia di innamorati, seduti a un tavolo, con lui che
le regala un mazzo di fiori e dice parole dolci e lusinganti a lei.
Una vera cenetta romantica sarebbe invece pane e formaggio sotto la
pioggia, al riparo di un vecchio larice con la paura che un fulmine
ci faccia finire il nostro pasto nel regno dei cieli. Nessuno
oggi definirebbe romantica la disperazione o la depressione che
invece sono due malattie tipicamente romantiche. Romantico
è ciò che eccede la normalità e la noia che si suppone accompagni
la normalità. Romantico
è anche il virus, anche se mi sono ripromesso di non parlare
dell'epidemia, oltretutto è un momento in cui tutti censurano tutto
e tutti. Però
i tempi cambiano e allora diventa romantico salire in macchina e
cantare facendo finta di avere un microfono, oppure battere le mani,
a comando, sul balcone. Romantico
è farsi i cazzi altrui in campo sentimentale, sia che i soggetti
siano persone note sia nel dare suggerimenti alle amiche. Romantico
è anche affermare di non essere romantici ma pragmatici e poi
sospirare ogni mezz'ora “Uffa, che palle!”. Quindi
si vede che passando gli anni o i secoli la nozione di romantico non perde il suo fascino, adeguandosi alla sensibilità terribilmente
declinante dell'umanità. L'afflato
spirituale è sostituito dal misticismo o dal devozionalismo, che è
la versione romantica dell'esperienza religiosa o esoterica.
L'aspetto dell'azione è trasposto nel dinamismo convulso dei sensi e
dei sentimenti. La ricerca dell'insolito è nella volubilità del
nuovo, del 'ciò che ci tiene occupati '.
Molti
mi hanno detto, quando ancora avevo una vita di mondo, che ero
romantico, ma non è vero sono semplicemente educato e sentimentale.
Mi piacciono le vite delle persone, mi piacciono i sentimenti e le
emozioni ad essi legate e lo stesso per i luoghi, soprattutto i più
semplici o la loro parte meno notata. Mi piace amare le cose di cui
parlo nelle mie poesie e gli autori e i loro personaggi nei libri che
leggo.
A
questo proposito concludo questo breve post con tre pagine della mia
carissima Jenny che danno un'idea chiara del momento in cui il
romanticismo si stava insinuando in un'estetica del bene (“ Il più
giusto è il più bello ”) o al più nella contemplazione della
bellezza arcadica di barocca origine.
Sono
tratte dal romanzo “ Ragione e sentimento ” di Jane Austen, Oscar
Mondadori, Milano, 2007 nella traduzione di Monica Luciano.
Ricordiamo che il libro è del 1795.

Non
penso ci sia bisogno di alcun commento se non per notare come si
possa parlare di un contrasto nella percezione dell'esistente, che
avrà enormi conseguenze in seguito e già percepito dall'autrice,
con parole semplici e immaginandosi i bei visi delle due sorelle e
l'emozione sincera dell'affascinante Marianne nel suo senso di
ribellione che cambierà il mondo nei secoli a venire. E con un po'
di sensibilità e di partecipazione sentimentale al dialogo dei tre
giovani.
Spero
che qualcuno abbia notato che non ho mai usato la parola sublime
parlando del romanticismo.
A
corredo metto una divertente elaborazione fatta da Becca Saladin e
che ho trovato sul canale Mistery scoop che ipotizza come sarebbe
oggi la mia cara Jenny, partendo dal ritratto domestico della “ Zia
Jane ”.

R.
P.
Renatus
in aeternum
Posteris
memoria mea