sabato 16 maggio 2026

Capolavoro

Questa poesia è un'anticipazione della mia ultima raccolta di composizioni nella quale ho pensato a due forme-poesia nuove.

La prima l'ho chiamata contrappunto perché si basa su una prima parte, che sarebbe il cantus firmus, e una seconda, che segue una sorta di regola del contrappunto musicale, per quanto questo sia possibile, in modo tale che le due parti si possano leggere separatamente o insieme facendo seguire un contrappunto sotto quello della prima parte, dando vita a una poesia unica.

La seconda novità consiste nell'introdurre dei versi sciolti che appaiano come lacerti di una composizione pià vasta, lasciando anche la possibilità di completare il testo mancante o lasciarlo lì e vagare con la fantasia.

A me pare che funzionino entrambe perciò vi propongo questa che vuole celebrare le Calendimaggio. Dato che la silloge è ancora in lavorazione, è possibile che nella versione finale ci sia qualche piccola modifica, Il discorso però non cambia.

 

Nel nero splende una Luna piena                    Puntuale nella sua conta eterna

a dir a tutti ch' è Calendimaggio.                     compare Mene in questo giorno.

Il suo fiore è il gelsomino.                                 che porta al fine il suo viaggio

Lei lucore in tutto il cielo mena.                      e profuma l'aria d'aria divina


Nel nero splende una Luna piena.

Puntuale nella sua conta eterna,

a dir a tutti ch' è Calendimaggio

compare Mene in questo giorno.

Il suo fiore è il gelsomino,

che porta al fine il suo viaggio,

Lei lucore in tutto il cielo mena

e profuma l'aria d'aria divina.


mille dee stupende vengono con la Luna...

ciascuna le ruba per le guance il suo pallore

ciascuna prende per gli occhi il suo splendore

...

cantano in coro come ninfe ...


Nel nero splende una Luna piena ...

a dir a tutti ch' è Calendimaggio. ...

Il suo fiore è il gelsomino. ...

il suo lucore tutto il cielo mena. ...


dietro la Luna c'è una galassia:

di sentimenti e dedesideri

e rimpianti e speranze ...

tutto sa di struggenti rose passe


(schema: contrappunto; cantus firmus ABCA contrpunctus ACBA; AABCCBAA,

Fragmentum I e II)

 

Se mi volete fregare l'idea fatelo con un certo stile, il vostro per lo meno.

 

R.P.

posteris memoria mea

renatus in aeternum



lunedì 4 maggio 2026

Ceneri sparse

 Mi sono dimenticato di presentare la mia ultima racccolta di poesie, che era finita nel 2025,  recupero con questo post. Si intitola " Ceneri sparse ".


Nella presentazione nella pagina relativa del blog ho scritto:  "Questa silloge, composta fra il 2021 e il 2024, è un po' una ricerca fra ciò che mi rimane dalle poesie che nascono affannosamente, quasi come se sperassi che dalle loro ceneri  emerga una nuova ispirazione. Mi riferisco al fatto che faccio sempre più fatica a vedere le cose con un occhio diverso da quello analitico e razionale. È un po' un'operazione apotropaica, se vogliamo dire così, nella speranza che dalle ceneri nasca una nuova linfa poetica.
Ho usato gli schemi già provati aggiungendoci solo quelli che scherzosamente ho chiamato mashal o sia proverbi, massime ".

Nel frattempo qualcosa si muove, soprattutto nelle forme della poesia che sto studiando nella attuale produzione. Rimane però quel senso di stare nel posto sbagliato, nel tempo sbagliato, nel comprendere anche la vacuità, per altri che non sia io stesso, del mio mondo interiore, della mia logica, delle mie fantasie, dei miei studi. Forse sto solo invecchiando. Per fare un esempio propongo una poesia che non ho messo nella pagina.

Il mondo è lontano da me di secoli.
Sono nato in un tempo così triste, 
con un cuore e una mente sbagliati
per un mondo che, come accade sempre,
va nell'abisso oscuro, nel massacro,
ma stavolta e per la prima volta,
in un delirio torpido di follia.
Non c'è più speranza, 
non c'è più il tempo.
Ogni giorno che arriva porta con sé
un oggetto assurdo di riflessione,
uno sgomento nuovo e crescente, 
la prova della sciagura che prende
e ottunde l'animo e l'intelletto
degli uomini e ne fa altra orrenda razza.
Non esiste più il passato, escluso
dalla cognizione falsa del reale.
Nell'empito d'un nuovo futuro
gli uomini da sé si privano 
dei loro ricordi,
perdendo così il tempo 
che cercano ma non esiste più.
Basta, è finito, non resta altro, 
non c'è ormai speranza,
più tempo alcuno,
perché il tempo si sostanzia e si nutre 
dei nostri ricordi 
e vive di  speranza.


(versi sciolti, endecasillabi e nei settenari le parole chiave: tempo, ricordo, speranza).

e per commento metto un mashal appunto:

Non badate ai motti di saggezza 
dette sulla vita, tanto alla fine 
quello che vi succede per davvero,
in qualsiasi caso,
è sempre meglio o peggio
di ciò che v'aspettate.

E anche per le persone è così. 
ma guardate bene: d'una persona
voi non volete tutta la persona,
ma solo alcune cose:
anche la vita lo sa 
e vi darà solo alcune cose.


( mashal, schema: endecasillabi e settenari sciolti e alternati 11 11 11 7 7 7 ...)

Forse è anche l'aver compreso che tutta la vita, ma direi tutto l'esistente, è in fondo una convenzione che si deve condividere altrimenti diviene pazzia e di poeti strambi ce ne sono già stati e sono troppi. Dare un senso alla vita è sempre più difficile perché la distopia è ormai realtà, dunque è come prendere a pugni l'aria. " Sotto il vestito niente " era il titolo di un filmetto degli anni '90, credo, che si riferiva al mondo della moda, ma oggi si potrebbe citare per tutto quanto. Non c'è più la realtà, non c'è più l'informazione: vecchie e senza memoria ideologie si scannano, o fingono, come per dare il senso del divenire che non diviene più. Appare l'inutilità del pensare perfino, ma è ciò che vogliono, perciò ho chiamato questa silloge "Ceneri sparse", perché dalle ceneri del sacrificio, della cremazione, della mineralizzazione della coscienza possa nascere nuova vita e poesia.

Cosmologia

L'unica ragione
di tutto l'universo,
per noi uomini,
è la notte uscire
a rimirar le stelle.

R.P.

Posteris memoria mea

renatus in aeternum