Quello cha ha rincoglionito la gente non è, come pensiamo, il telefonino o i social. Quello che ha steso i cervelli sono stati anni di televisione e stampa. Telefonino e social sono le gabbie in cui rinchiudere questi nuovi scimmioni.
Oggi si dà la colpa del crescente rincoglionimento delle persone, della crescente analfabetizzazione di ritorno, dell'assoluta indifferenza per la cultura ecc... ai social media. Anche io l'ho fatto e in parte è vero, ma nel corso del tempo mi si è delineato meglio l'intero percorso. I social e i telefonini hanno solo peggiorato una situazione che è stata compromessa da decenni di lavoro per ottenere questo scopo.
Gli attori principali di questa attività sono riconducibili alla sfera politica soprattutto. Da decenni è in corso una delegittimazione della politica come azione di analisi e proposta ai problemi della società. Il primo passo è stato portare la sfera decisionale, ovvero la causa motivante, dalla politica all'economia. E qui c'è già un primo pervertimento della realtà: l'economia è sempre l'espressione, lo strumento, di una decisione politica, come da sempre afferma l'anarchia. Mi ricordo che in una interrogazione di storia alle medie inferiori (1972 più o meno) feci questa considerazione, ossia il passaggio dalla scienza dello stato all'economia, con altre parole naturalmente. Questo per dire da quanti decenni l'ho capito, ma anche da quanto tempo questo intento è in atto.
Naturalmente tutto ciò andava spiegato e reso ineluttabile per così dire. E qui siamo sul buono. Dove la gente si fa una idea di quello che succede? Parlando con gli altri, ma questi non hanno nessuna autorevolezza indiscutibile (quante volte avete sentito la frase spia della dittatura culturale: " parlate solo di quello che sapete"?).
Chi invece da sempre ha questa patente di adeguatezza culturale? l'informazione e l'istruzione. In passato schiere di giornalisti, insegnanti di ogni ordine e grado hanno speso le loro 'migliori' energie per infondere la propria ideologia, per i più svariati scopi: convinzione, denaro, successo, figa ecc... Ma poi si è reso necessario affermare che le ideologie erano finite, anzi erano il male estremo, che vivere senza convinzioni, senza un sistema coordinato di idee, fosse la vera essenza della libertà. A ogni momento era lasciata la decisione sul da farsi, una cosa alla volta, un caso slegato dall'altro, motivato secondo il momento...
Per poter fare questo con onestà occorre una consapevolezza culturale che pochi hanno o vogliono avere. I media del'informazione hanno cominciato il loro bombardamento a tappeto sui cervelli della gente: giornalisti, professori, esperti, sacerdoti, attivisti sociali e così via. La scuola e la cultura, privati della loro giustificazione di vita, sono caduti nel marasma di un balbettio che ripeteva il mantra di turno. Intanto quello che fin allora era stata la cultura, nota bene: sia quella colta sia quella popolare, è stata sostituita dall'intrattenimento, dal divertimento più facile e scontato, dalla progressiva alienazione di chi non voleva stare al gioco. Gesù diceva nei vangeli apocrifi " vi sceglierò uno da mille e due da diecimila ". A lungo andare la massa degli esseri umani, in tutti continenti, da materia potenziale per rivoluzioni, cambiamenti, progresso, si è trasformata in gregge o, peggio, in branco aggressivo.
La missione era compiuta. Restava solo un problema: evitare che la massa tornasse indietro, o per meglio dire tornasse avanti. Qui si innesta l'azione dei social media e dell'uso compulsivo che si fa di essi attraverso quella coda di satana che sono i telefonini. I telefonini compiono il passaggio della disoluzione dell'attività in un luogo e in un momento adatto e diventano la gabbia che ognuno si porta appresso e che da subito diviene irrinunciabile.
Questa è la storia. Oggi è diventato pressoché impossibile avere una informazione, non dico buona: una, anche in rete. I giornali contano solo balle, ma non balle ideologiche, balle prive del minimo senso della logica e del pudore che chi le spaccia dovrebbe avere, se non altro per rispetto di se stesso. La televisione va spenta o buttata a mare. Dal telefonino bisogna evadere a ogni costo. Perderete gli 'amici', resterete soli, ma non vi preoccupate: soffrireste comunque, anzi di più, anche rimanendo nella società delle gabbie spacciate come La Libertà.
Oggi solo una buona cultura pregressa, un certo fiuto, e l'abitudine a fare dei ragionamenti Aristotelici può permettere di capire un minimo cosa avviene. Ma se resterete soli avrete un mucchio di tempo per dotarvi degli strumenti necessari. Ovviamente chi si è preso droghe fin da ragazzo e le ha trasmesse ai propri figli, stuprati dai sieri dell'immortalità, ha oggettivamente poche speranze. Però mai dire mai... e Bob Marley, che di droghe se ne intendeva, diceva " never give up to fight ". Il combattimento di oggi non passa dalle armi passa dal recupero delle nostre teste.
R.P
posteris memoria mea
renatus in aeternum
